Biografia

Musicale

Igor Palmieri cresce a Mantova. All’età di 6 anni si avvicina allo studio del pianoforte e quasi contemporaneamente del Sassofono Contralto, tenore e soprano, decidendo successivamente di dedicarsi allo studio del solo sax tenore, suo strumento principale. Giovanissimo vince alcuni premi e riconoscimenti e si fa riconoscere dalla stampa jazz e dal pubblico per la qualità del suono e per il fraseggio. In particolare la critica musicale (anche recensendo il disco titolo 'Have a nice day - tributo a Chet Baker e Stan Getz) ha sempre riconosciuto uno stile del tutto diverso e 'contro corrente': un suono caldo, 'soffiato'; un jazz fatto di fraseggi leggeri, definiti e molto ispirati ai grandi jazzisti del passato come Lester Young, Ben Webstern, Chet Baker, Stan Getz ed altri. "Uno stile che tende a togliere anziché aggiungere tentando così di trasformare in suono le parole dei testi (spesso, bellissimi e molto legati a concetti di libertà, amore e passione)". La carriera di Musicista Professionista inizia quando viene chiamato a partecipare, come supporter di gruppi jazz e non solo, già all’età di 16 anni. Ha suonato, fra gli altri, con Gibellini, Cazzola, Atti, Kirkpatrick, Gorgone, Chiara, Milanese, Sicbaldi, Fresu, Minetto, Battisti, Gorlier, e molti altri. Attualmente Igor Palmieri vive fra Mantova e Lucca e partecipa a Festival jazz nazionali ed internazionali dove porta, fra i tanti, il suo Progetto musicale dedicato a Chet Baker, con Fulvio Chiara (tromba), Simone Daclon (pianoforte), Raffaele Romano (contrabbasso) e Vittorio Sicbaldi (batteria). "In questi anni ho cercato di non etichettare la mia musica. Ho lavorato molto sul suono, sul respiro. Sempre seguendo un'idea precisa e preferendo essenzialmente un linguaggio diretto, 'lirico', modulato da sonorità morbide e scure. Sono da sempre un grande appassionato di jazz e ho sempre ascoltato molti musicisti, tra cui, citandone solo alcuni: Lester Young, Johnny Hodges, Herbie Steward, Jack Teagarden, Chet Baker, Serge Chaloff, Allen Eager, Al Cohn, Zoot Sims e naturalmente Stan Getz. La loro espressività ed il loro particolare approccio hanno senz'altro ispirato e incoraggiato il mio percorso, contribuendo in modo significativo alla mia ricerca e curiosità musicale; perché il jazz, a mio parere, dovrebbe rimanere così: un linguaggio familiare, che ci sorprende con la forza della sua semplicità". Nel 2018 è uscito il disco: ‘I am Billie - tributo a Billie Holiday’. Con Valentina Mattarozzi (voce), Igor Palmieri (sax tenore) e Francesco Cavaliere (chitarre) Fulvio Chiara (flicorno). Edizioni: Azzurra Music. Disponibile nei negozi e online su Spotify e iTunes. "Igor Palmieri: un soffio caldo jazz, per un sax tenore. Spirali musicali, echi lontani evocativi di nostalgie. Ecco materializzarsi i luoghi magici dove fare Jazz diventava mito. Lui, suona dentro "il suo suono", imperturbabile e apparentemente pacato.. ma pronto a spiccare il volo nel vortice del suo soffio virtuoso. L'ho percepito come vivesse sempre su una linea di confine nel quale, lui, ha già dato segnali importanti di "appartenenza" perché, fare jazz, risulta la sua primaria scelta esistenziale-musicale" di Carmen Bertacchi, Dir. Art. Sconfinando Sarzana Jazz Festival.

Igor Palmieri è il Direttore Artistico della Rassegna Jazz "Ostiglia d'Estate" del Comune di Ostiglia (Mantova).

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